lunedì 19 maggio 2008

Avrebbe lasciato tutto, casa, lavoro, amici...e sarebbe partito per non tornare forse mai più, o comunque lasciarsi alle spalle il peso ossessivo di tutti i suoi sbagli e tutte le sue colpe. Non era mai riuscito a superarle, e gli si era arreso, sasso alla deriva del proprio destino. Perchè lui il suo destino l'aveva voluto scrivere ma non c'era mai riuscito fino in fondo, ogni singola scelta presa, dopo estenuanti notti in bianco, non era mai stata convinta ma anzi, dettata dalla pazzia del momento.
Sarebbe cambiato tutto da quel momento in poi. Aveva scelto un mezzo drastico.
La solitudine, quella vera, era là fuori ad aspettarlo con un conto salato, e questa volta avrebbe combattuto da solo e, senza stronzate o paure, avrebbe vinto.
Tolse la cima dall'ormeggio e issò la vela...la sua era una barca modesta ma sarebbe diventata nuova casa. Qui, per molto tempo, non ci sarebbe stato dolore, nè vergogna, nè errore.
Lui ed il mare, lui ed i suoi fantasmi del passato, lui e la lotta per la vita.
Poi un giorno quel vagare sarebbe terminato. Messo piede nel porto più vicino avrebbe lasciato anche la barca sfruttata abbastanza, riparo e amica di tutta quella strada ma inutile sulla terra ferma.
Il mondo sarebbe stato finalmente un mare da esplorare con sufficiente perizia...non sarebbe più stato una vela in balia dei venti...
Doveva solo trovare il coraggio di mettere il primo piede sulla barca, da quel momento la sua vita non sarebbe più stata quella di prima.

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