Al contrario, chi vuole essere amato, non desidera di asservire l'essere amato. Non tiene affatto a diventare l'oggetto di una passione selvaggia e meccanica. Non vuole possedere un automa; e se si vuole umiliarlo, basta rappresentargli la passione dell'amata come il risultato di un determinismo psicologico: l'amante si sentirà sminuito nel suo amore e nel suo essere. Se Tristano e Isotta sono resi pazzi d'amore da un filtro, interessano meno; e si giunge al punto che l'asservimento totale dell'essere amato fa svanire l'amore dell'amante. Il fine è superato: l'amante si ritrova solo se l'amata si è trasformata in un automa.
Così l'amante non desidera di possedere l'amata come si possiede una cosa; pretende un tipo speciale di appropriazione. Vuole possedere una libertà come libertà. Ma, d'altra parte, non può essere soddisfatto di quella forma eminente di libertà che è l'impegno libero e volontario. Chi si accontenterebbe di un amore che si desse come pura fedeltà all'impegno preso? Chi accetterebbe di sentirsi dire: “Ti amo perché mi sono liberamente impegnata ad amarti e perché non voglio contraddirmi: ti amo per fedeltà a me stessa”? Così l'amante chiede il giuramento e si irrita del giuramento. Vuole essere amato da una libertà e pretende che questa libertà come libertà non sia più libera. Vuole insieme che la libertà dell'altro si determini da sé a essere amore - e questo non solo all'inizio dell'avventura, ma ad ogni istante - e, insieme, che questa libertà si imprigioni da sé, che ritorni su se stessa, come nella follia, come nel sogno, per volere la sua prigionia. E questa prigionia deve essere insieme rinuncia libera e incatenata nelle nostre mani. Nell'amore non si desidera nell'altro il determinismo passionale o una libertà fuori portata: ma una libertà che gioca al determinismo passionale e che aderisce al suo gioco.
Così l'amante non desidera di possedere l'amata come si possiede una cosa; pretende un tipo speciale di appropriazione. Vuole possedere una libertà come libertà. Ma, d'altra parte, non può essere soddisfatto di quella forma eminente di libertà che è l'impegno libero e volontario. Chi si accontenterebbe di un amore che si desse come pura fedeltà all'impegno preso? Chi accetterebbe di sentirsi dire: “Ti amo perché mi sono liberamente impegnata ad amarti e perché non voglio contraddirmi: ti amo per fedeltà a me stessa”? Così l'amante chiede il giuramento e si irrita del giuramento. Vuole essere amato da una libertà e pretende che questa libertà come libertà non sia più libera. Vuole insieme che la libertà dell'altro si determini da sé a essere amore - e questo non solo all'inizio dell'avventura, ma ad ogni istante - e, insieme, che questa libertà si imprigioni da sé, che ritorni su se stessa, come nella follia, come nel sogno, per volere la sua prigionia. E questa prigionia deve essere insieme rinuncia libera e incatenata nelle nostre mani. Nell'amore non si desidera nell'altro il determinismo passionale o una libertà fuori portata: ma una libertà che gioca al determinismo passionale e che aderisce al suo gioco.
5 commenti:
silviotta, mi stai facendo preoccupare... se hai bisogno chiamami, perchè non saresti l'unica
OK!! Tutto questo è sintomo di una situzione un pò complicata. Lo sai io sono il cinismo fatto persona delle volte. Ma riuscire a controllarsi è sempre la cosa migliore. Ho detto controllarsi non reprimere ciò che si prova, che è ben diverso. Lasciarsi andare è necessario, ma solo fino a quando non diventa pericoloso per se stessi.
sono con dottor house carolina...tante volte bigna non ascoltare le emozioni nonostante la situazione se no ti fai un male bestia...ma non amare x paura di amare anche questo è un bel casino...io l'ho fatto e si sta male lo stesso...l'importante è un piglià per culo nessuno...Aho'!!!poi ti avevo chiesto di scrivere di meno silvia...li mortacci...
..tranquilli...non è che l'ho scritto io...è un pezzo da un libro di sartre..che ho trovato alquanto complicato ma allo stesso tempo bello...presidente...tendevoa dimostrare ciò che avevo detto in un commento in precedenza...e cioè che nei libri riscontri punti di vista differenti...io non scriverei mai una cosa simile...
visto ora commento...meno male non è roba tua...visto l'altra sera non ti ho messaggiato x conferme personali mia...ma x sapere se stavi bene...:-)
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