Questa è la storia di un uomo vissuto più di ottocento anni fa, che segnò il mondo per sempre.
Si chiamava Francesco, aveva tutto dalla vita, soldi, fama, amici e un letto comodo...ma un giorno successe qualcosa che lo sconvolse e cambiò radicalmente.
La perfezione del suo mondo si rivelò finta, artefatta, e sentì di trovarsi in gabbia.
La perfezione del suo mondo si rivelò finta, artefatta, e sentì di trovarsi in gabbia.
Capì che c'è più gioia nel vento freddo che ti brucia la pelle la mattina o nel sole che ti scotta, di tutti i soldi del mondo...capì che avrebbe trovato finalmente tranquillità che cercava nell'arginare la cattiveria del mondo.
Soprattutto, capì che tutto aveva senso solo ed esclusivamente nella misura in cui fosse riuscito ad amare.
Amò gli animali, gli amici ma soprattutto i nemici...
Amare voleva dire saper stare accanto ad ogni essere vivente, capirlo, aiutarlo e se necessario sgridarlo.
Morì stanco per i mille viaggi...ma felice perché aveva capito che amare è dare tutto spesso annullandosi, e lui l'aveva fatto.
Amò gli animali, gli amici ma soprattutto i nemici...
Amare voleva dire saper stare accanto ad ogni essere vivente, capirlo, aiutarlo e se necessario sgridarlo.
Morì stanco per i mille viaggi...ma felice perché aveva capito che amare è dare tutto spesso annullandosi, e lui l'aveva fatto.
'...dove c'è odio che io porti l'amore..'
'...dove c'è disperazione io porti la speranza...'
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