Stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T'acqueta omai. Dispera
L'ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l'infinita vanità del tutto.
Giacomo Leopardi
3 commenti:
ma infondo e' così brutto ricadere nella speranza??
Troppa passività, ma almeno è "vero"...
Non ho messo questa poesia reputandola eccessivamente pessimista..anzi..come direbbe il mitico prof. Celli Leopardi tutto era tranne che pessimista...lui si limitava a registrare la Verità...e il 'vero' fa male, sembra triste....l'unica cosa che possiamo fare noi è reagire concentrandoci sulla dimensione Uomo!...trovare la felicità in questo...e nelle cose semplici...Pensate che alla fine della sua vita Giacomo aveva scoperto le caramelle! (non è una cavolata è vero...le amava dal profondo)
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