giovedì 18 gennaio 2007

Infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
De l'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e 'l suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E 'l naufragar m'è dolce in questo mare.
(Giacomo Leopardi)

3 commenti:

Silvia ha detto...

Che dire di Giacomo?...il mio egocentrismo lo rende uno dei miei poeti preferiti...dopotutto uno che ama il nome Silvia così tanto..
Però non tutti sanno che lui ha usato questo nome perchè era un grande FAN di Tasso che aveva scelto il nome per una ninfa nell'Aminta...Ma il primo grande poeta che ha usato il nome...è sato lui..Will...William Shakespeare..nei due gentiluomini di Verona...

Anonimo ha detto...

mi è sempre stato antipatico giacomo e mi ricordo solo che era nato da una famiglia bigotta e oltretutto era anche gobbo!!!

Anonimo ha detto...

lascia stare i gobbi...e poi è lui bigotto...