E' stato uno dei canti che il grande Fabione ci fece studiare in terza quasi a memoria...tanto è vero, mi fa impressione, perché mi ricordo ancora le spiegazioni...Poi è il canto dell'amore e noi ragazzine ci impazzivamo perchè a sedici anni sogni...
Mi ricordo che la prima volta lo fece leggere proprio a Paolino e a Francesca..che ridere...e che coppia (anche se penso che a lei non sarebbe proprio dispiaciuta la cosa!)..Paolino era la negazione di Paolo con quell'accento senese puro e broccione.
Ricordi a parte il V canto rimane il più famoso fra tutti dato il tema e la comprensibilità.
Per quanto a me abbia sempre colpito molto la storia di Didone (ci credo...traducetelo voi...) che si innamorava di Enea e c'era questa fiamma che bruciava finché...pronuba Giunone...insomma grande anche Virgilio. Ci piangevo veramente perché lui l'abbandonava per fondare Roma..che stronzo!!!
E Francesca?..alla fine poverina è quella che ci rimette...e secondo me Dante è un grande perché è lei che parla tutto il tempo..Paolo non riesce nemmeno a parlare..sembrano invertiti addirittura i ruoli terreni!!!
e poi quelle terzine...Amore ch'al cuor ratto s'apprende...le sapevamo tutte a memoria perché, in fondo sono la verità...quel formicolio, quel batticuore, quel desiderio..sarà carnale ma l'abbiamo provato tutti...e poi (mi ricordo sempre che c'era i verzi serventeschi o una cosa simile...lo spiaccicavo sempre nelle analisi del testo!!): Amor ch'a nullo amato amar perdona....io l'ho sempre preso come un messaggio di speranza...l'amore torna sempre indietro...e ci credo profondamente è il comandamento numero uno su cui si regge la mia esistenza...
La cosa più difficile a riguardo è capire che il modo in cui ci ripaga l'amore non è sempre uguale...certo, il top, è essere ricambiati del tutto..ma l'amore ci ripaga anche indirettamente, ci arricchisce come persone..e soprattutto:
Mi ricordo che la prima volta lo fece leggere proprio a Paolino e a Francesca..che ridere...e che coppia (anche se penso che a lei non sarebbe proprio dispiaciuta la cosa!)..Paolino era la negazione di Paolo con quell'accento senese puro e broccione.
Ricordi a parte il V canto rimane il più famoso fra tutti dato il tema e la comprensibilità.
Per quanto a me abbia sempre colpito molto la storia di Didone (ci credo...traducetelo voi...) che si innamorava di Enea e c'era questa fiamma che bruciava finché...pronuba Giunone...insomma grande anche Virgilio. Ci piangevo veramente perché lui l'abbandonava per fondare Roma..che stronzo!!!
E Francesca?..alla fine poverina è quella che ci rimette...e secondo me Dante è un grande perché è lei che parla tutto il tempo..Paolo non riesce nemmeno a parlare..sembrano invertiti addirittura i ruoli terreni!!!
e poi quelle terzine...Amore ch'al cuor ratto s'apprende...le sapevamo tutte a memoria perché, in fondo sono la verità...quel formicolio, quel batticuore, quel desiderio..sarà carnale ma l'abbiamo provato tutti...e poi (mi ricordo sempre che c'era i verzi serventeschi o una cosa simile...lo spiaccicavo sempre nelle analisi del testo!!): Amor ch'a nullo amato amar perdona....io l'ho sempre preso come un messaggio di speranza...l'amore torna sempre indietro...e ci credo profondamente è il comandamento numero uno su cui si regge la mia esistenza...
La cosa più difficile a riguardo è capire che il modo in cui ci ripaga l'amore non è sempre uguale...certo, il top, è essere ricambiati del tutto..ma l'amore ci ripaga anche indirettamente, ci arricchisce come persone..e soprattutto:
il dolore che gli si accompagna è ciò che cambia davvero le persone, ciò che apre gli occhi....
L'unica variante che ho sempre aggiunto al canto è che, sì, l'amore ti premia...ma se chi riceve il tuo amore è in grado di riconoscerlo, e, al giorno d'oggi, la gente, ha proprio mille strati di prosciutto davanti!!
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